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1921- 1989: PCI, una storia rimossa. Discussione con Luciana Castellina

Posted by admin | Posted in Articoli, Cuneo, Scuola/Università/Cultura, Territorio | Posted on 30-01-2010

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Cuneo, casa Delfino, corso Nizza 2.

Lunedì 1 febbraio, ore 21

1921- 1989: PCI, una storia rimossa

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presentazione del libro “Il sarto di Ulm” di Lucio Magri.

Ne discutono:

Luciana Castellina, tra i fondatori del Manifesto, già direttrice del “Manifesto quotidiano” e parlamentare italiana ed europea.

Sergio Dalmasso, consigliere regionale, presidente CIPEC

Organizzano: CIPEC CUNEO www.cipec-cuneo.org – Fondazione casa Delfino

Presentazione del libro “Il sarto di Ulm” di Lucio Magri (Saggiatore, pp. 442, euro 18), forse la prima riflessione seria e serrata sulle scelte che hanno guidato il Pci dalla seconda guerra mondiale sino alla fine. Dal xx congresso del 1991, in cui fu decretata la morte del Partito comunista italiano, sono passati diciotto anni. Fu una morte deliberata, accelerata dalla volontà di un “nuovo inizio”. Quel nuovo inizio non c’è stato. Al suo posto si è verificata la perdita di un patrimonio politico, organizzativo e teorico fra i più complessi e strutturati del panorama mondiale. Il Pci, dalla sua fondazione nel 1921 alla lotta partigiana, dalla svolta di Salerno del 1944 alla destalinizzazione del 1956, dal lungo Sessantotto al compromesso storico e all’occasione – mancata per sempre – dell’alternanza democratica, ha attraversato e segnato quasi un secolo di storia italiana. Un cammino che Lucio Magri ripercorre senza mai perdere di vista gli ineludibili, spesso fatali, nessi con gli eventi della scena politica internazionale. Negli anni sessanta il partito aveva raggiunto la propria maturità, era in piena ascesa ed era impegnato nell’ambizioso progetto della “via italiana al socialismo”. E negli anni ottanta – nonostante inerzie e ritardi – le potenzialità riformatrici, l’influenza e il seguito di questa grande forza progressista erano ancora enormi. Perché allora nel congresso del 1991 prevalse quella decisione? Perché fu imposta una perdita tanto precipitosa quanto assoluta?

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