
1960 – 2010 LA RESISTENZA CONTINUA
30 giugno 1960
L’MSI, in cerca di legittimazione, organizza il suo congresso nazionale a Genova, città Medaglia d’Oro della resistenza. La popolazione si ribella e scende in piazza a migliaia. Protagonisti sono i portuali, che partecipano agli scontri più duri, i partigiani che prendono le decisioni tattiche, “i ragazzi con le magliette a righe”, i più giovani, che per la prima volta si affacciano sulla scena politica. Accanto a loro gli operai di Ponente, gli intellettuali, le donne. Ci saranno scontri durissimi con le forze dell’ordine, morti e feriti.
Il presidente del consiglio, Tambroni, sarà costretto a dimettersi e il governo cadrà. Ma prima di cadere ci saranno altre durissime manifestazione che l’Anpi e la CGIL organizzeranno in tutta Italia. Manifestazioni sulle quali la polizia sparerà senza ritegno uccidendo molti operai, giovani, comunisti.
5 luglio 1960
A Licata, una manifestazione popolare contro il carovita e la mancanza di lavoro è caricata selvaggiamente dalla polizia. Rimane ucciso Vincenzo Napoli, mentre cercava di difendere un bambino tenuto fermo ad un muro e picchiato dai celerini.
7 luglio 1960
A Reggio Emilia, la polizia interviene contro una massa di cittadini che segue, all’esterno del teatro dove si svolge, un comizio contro il governo Tambroni. Per disperdere la folla di circa 20.000 cittadini, oltre ai caroselli con le jeep la polizia apre il fuoco uccidendo Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Emilio Reverberi e Afro Tondelli. 21 risultano i feriti. Viene arrestato, dopo la strage perpetrata dalla polizia, Alberto Bedini. Gli agenti inquisiti saranno assolti definitivamente nel luglio 1960.
8 luglio 1960
A Palermo, il centro è presidiato fin dalle prime ore del mattino dalla Celere per disturbare lo sciopero generale proclamato dalla Cgil. Alle violente cariche i dimostranti rispondono. Restano uccisi Francesco Vella, organizzatore delle leghe edili, mentre soccorre un ragazzo colpito da un lacrimogeno, Giuseppe Malleo, Rosa La Barbera e Andrea Cangitano di 18 anni, non si sa se da poliziotti o mercenari. Una manifestazione indetta alle 18 davanti a municipio, questura e prefettura viene respinta con l’impiego di armi da fuoco. Gli scontri continuano fino a notte, seguiti da rastrellamenti e pestaggi dei fermati. Bilancio: 300 fermi, centinaia di feriti e contusi, 40 persone medicate per ferite da armi da fuoco.
8 luglio 1960
A Catania, nel corso dello sciopero contro il governo Tambroni, le forze di polizia caricano i manifestanti con lancio di candelotti lacrimogeni. Un edile disoccupato, Salvatore Novembre, rimasto isolato viene massacrato a manganellate e finito a colpi di pistola. Altri 7 manifestanti rimangono feriti.
Articolo di Tonino Bucci:
Da Genova ‘60 a Pomigliano 2010. Il vizio eversivo della borghesia
Articolo di Claudio Grassi:
1960: la rivolta di una generazione
Articolo di Marco Philopat:
La strada bruciata delle magliette a strisce