8 Febbraio 2010 by admin
Mercoledì 10 febbraio 2010 - Ore 21.00
Caffè Neruda: via Giachino, 28/E- Torino
Interverranno:
Sonia Migliaccio (Giovani Comunisti - attivista ISM)
Francesco Maringiò (responsabile Prc “ Solidarietà Internazionale”)
Sami Hallac (Comitato di solidarietà col popolo palestinese – Torino)
Proiezione del documentario To shoot an Elephant di Alberto Arce
Organizza:
Federazione della Sinistra
Commissione Pace – Federazione Torinese PRC
Commissione Internazionale – Federazione Torinese PRC
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3 Febbraio 2010 by admin
C’è il fuoco buono, quello del focolare, il fuoco a cui ci scaldammo nelle gelide notti dell’inverno 2005, lo stesso che illumina e riscalda i presidi in questo freddissimo gennaio 2010: è il fuoco presso cui si organizzano le lotte e si ritrova socialità e fratellanza, quello per cui ti alzi nel cuore della notte e vai con gioia a fare il tuo turno contro le trivelle, nella certezza che presso quel fuoco troverai confronto d’idee, amicizia e fraternità e potrai vedere sorgere l’alba ed emergere dall’oscurità i profili delle montagne, in questa nostra valle minacciata di distruzione , perciò più cara e commovente, nei suoi cieli dove tramonta la luna quando sorgono i primi lucori del giorno che si sveglia.
E c’è il fuoco acceso dalla violenza del potere contro vite e idee, quello dei roghi delle streghe e degli eretici, quello che porta minaccia, paura e disperazione, il fuoco appiccato alle baracche degli zingari e ai cartoni dei senzatetto , quello delle torce umane di tutti i tempi e di tutte le latitudini. Di questa specie sono gli incendi appiccati ai presidi sorti a difesa della valle di Susa che lotta contro il TAV.
Mandanti ed esecutori si celano nell’anonimato ed agiscono col favore della notte contro cose indifese, strutture collettive allestite con impegno e amore, luoghi in cui si elaborano modelli di società e di vita opposti a quelli dello sfruttamento dell’uomo e della natura.
Non li temiamo e non ci fermeranno, perché, contro il loro arrogante egoismo, nelle nostre mani c’è la forza della verità, sono custoditi i diritti e le speranze delle generazioni future.
Nicoletta Dosio e il Circolo PRC di Bussoleno
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1 Febbraio 2010 by admin
Cari compagni,
in questi giorni siamo venuti a conoscenza dell’uscita di tutta l’organizzazione provinciale torinese dei Giovani Comunisti; per noi è stato uno shock inaspettato, perché non ci eravamo accorti dell’esistenza e specialmente dell’operatività di codesta organizzazione nel territorio torinese.
Marx nel Manifesto del Partito Comunista scriveva dello spettro del comunismo, i Giovani Comunisti di Torino ci hanno mostrato invece lo spettro di una militanza e di un lavoro politico, insomma tanto ectoplasma e poca, se non assente pratica politica. Citare Marx per parlare degli ex membri dell’organizzazione provinciale dei GC di Torino forse è una blasfemia, il loro spirito anticomunista fuoriesce chiaramente dal loro ultimo comunicato, “quel comunismo degli odi e della negazione delle libertà” lasciando poco spazio all’immaginazione.
Ora, ancor di più, comprendiamo l’astio che hanno riservato nei nostri confronti e prende più forma la loro volontà di oscurare ed ostacolare il nostro lavoro politico, vero, pratico, visibile e militante. more »
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31 Gennaio 2010 by admin
Mercoledì 3 febbraio 2010 alle ore 21.00

Centro d’incontro RIGOLA - Via Amati, Venaria Reale (TO)
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31 Gennaio 2010 by admin
di Alberto Burgio su il manifesto del 30/01/2010
Ex ungue leonem: basta un’unghia per capire con chi si ha a che fare. Il principio vale anche per un’istituzione niente affatto marginale - la Protezione civile - che, sotto il materno nome, è in realtà un vettore del più generale processo di privatizzazione autoritaria dello Stato. Che procede nella pressoché generale disattenzione, o complicità.
In paesi ad alto rischio sismico e idrogeologico la Protezione civile è un fondamentale strumento di autoprotezione dei cittadini, costituito da una rete di soggetti, volontari e forze di soccorso, dotati di competenze scientifiche e operative. Con una pericolosa particolarità: dover fronteggiare emergenze e calamità naturali impone che la Protezione civile possa agire in deroga alle leggi ordinarie, tramite ordinanze e cumulando poteri normalmente sottoposti al controllo di organismi elettivi o ispettivi. Proprio per questo, si richiede la dichiarazione di stato di calamità naturale da parte dei governi, che, di norma, sono molto attenti in materia. Ma c’è un ma, che ci riporta bruscamente all’attuale fase politica, alla crisi di legittimazione dei sistemi democratici e alla risposta neo-oligarchica delle classi dirigenti. more »
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31 Gennaio 2010 by admin
MARTEDì 2 FEBBRAIO
alle ore 20 a Torino, in Corso Belgio 91 Sala Circoscrizione VII

IL PRC VERSO LE ELEZIONI REGIONALI
attivo regionale con PAOLO FERRERO segretario nazionale PRC
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30 Gennaio 2010 by admin
Cuneo, casa Delfino, corso Nizza 2.
Lunedì 1 febbraio, ore 21
1921- 1989: PCI, una storia rimossa

presentazione del libro “Il sarto di Ulm” di Lucio Magri.
Ne discutono:
Luciana Castellina, tra i fondatori del Manifesto, già direttrice del “Manifesto quotidiano” e parlamentare italiana ed europea.
Sergio Dalmasso, consigliere regionale, presidente CIPEC
Organizzano: CIPEC CUNEO www.cipec-cuneo.org - Fondazione casa Delfino
Presentazione del libro “Il sarto di Ulm” di Lucio Magri (Saggiatore, pp. 442, euro 18), forse la prima riflessione seria e serrata sulle scelte che hanno guidato il Pci dalla seconda guerra mondiale sino alla fine. Dal xx congresso del 1991, in cui fu decretata la morte del Partito comunista italiano, sono passati diciotto anni. Fu una morte deliberata, accelerata dalla volontà di un “nuovo inizio”. Quel nuovo inizio non c’è stato. Al suo posto si è verificata la perdita di un patrimonio politico, organizzativo e teorico fra i più complessi e strutturati del panorama mondiale. Il Pci, dalla sua fondazione nel 1921 alla lotta partigiana, dalla svolta di Salerno del 1944 alla destalinizzazione del 1956, dal lungo Sessantotto al compromesso storico e all’occasione - mancata per sempre - dell’alternanza democratica, ha attraversato e segnato quasi un secolo di storia italiana. Un cammino che Lucio Magri ripercorre senza mai perdere di vista gli ineludibili, spesso fatali, nessi con gli eventi della scena politica internazionale. Negli anni sessanta il partito aveva raggiunto la propria maturità, era in piena ascesa ed era impegnato nell’ambizioso progetto della “via italiana al socialismo”. E negli anni ottanta - nonostante inerzie e ritardi - le potenzialità riformatrici, l’influenza e il seguito di questa grande forza progressista erano ancora enormi. Perché allora nel congresso del 1991 prevalse quella decisione? Perché fu imposta una perdita tanto precipitosa quanto assoluta?
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29 Gennaio 2010 by admin
Care compagne e cari compagni,
con questa intendiamo comunicare l’uscita dal Partito della Rifondazione Comunista di tutta l’organizzazione Provinciale delle/dei Giovani Comuniste/i, autosospesasi già un’anno fa, e la dimissione da tutti gli organismi dirigenti.
I Giovani Comunisti in questi anni hanno rappresentato un percorso di sperimentazione, innovazione e conflitto che ha coinvolto decide e decine di giovani che hanno trovato nei G*C uno spazio aperto a tutti e scevro da identitarismi.
La rete Torino Precaria per quanto riguarda il mondo del lavoro, la presenza nelle scuole col percorso degli Studenti Ribelli prima e degli Studenti in Movimento poi, il radicamento nelle facoltà e soprattutto i diversi tentativi di ridare fiato ad un protagonismo giovanile di sinistra come il laboratorio sx sono solo parte delle tante, tantissime cose che sono state fatte in questi anni.
Ora non ci riconosciamo più nel percorso di una Rifondazione che sarebbe più appropriato definire una Restaurazione. more »
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28 Gennaio 2010 by admin
Reportage dalla cabina di regia del «Sì Tav». L’evento mancato del Lingotto mostra un Pd senz’anima, tra lobby e interessi
di Marco Revelli
su il manifesto del 26/01/2010

Chi, sulla base degli annunci mediatici della vigilia sulla «mobilitazione Sì Tav», si fosse aspettato a Torino una nuova «marcia dei 40.000», sarebbe rimasto deluso. Domenica mattina al Lingotto non c’erano «le masse» e nemmeno «le avanguardie» (se con questo si intendono le rappresentanze organizzate dei gruppi sociali più dinamici e innovativi). C’era un pezzo, tutto sommato sottile anche se abbastanza esteso, di «società politica». Di quell’aggregato, cioè, che si struttura sull’interfaccia tra ceto amministrativo e sistema degli interessi, fatto di politici di professione, associazioni di categoria, gruppi professionali, lobbies, funzionariato locale, consiglieri d’amministrazione e presidenti di partecipate, segretari di sezione, consulenti, mescolati ai deputati del centro-sinistra e a qualche sindaco di cintura.
Deluso sarebbe stato, d’altra parte, anche chi avesse voluto assistere all’autentico «evento politico» che quella manifestazione era andata promettendo, e cioè al varo di quella che era stata presentata a gran voce come la prima mobilitazione davvero bipartizan nel panorama politico italiano. La discesa in campo del fronte del «fare», del grande partito trasversale del «Sì» contro i professionisti del «No», di quelli che si battono «per» e non solo «contro». Deluso perché l’«evento» è finito prima ancora di incominciare, con la defezione dell’«altra parte»: ben tre dei sei promotori (l’On. Osvaldo Napoli, il Sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino e l’ On. Walter Zanetta, tutti del Pdl), richiamati all’ordine dal loro quartier generale e disciplinatamente rientrati nei ranghi. more »
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27 Gennaio 2010 by admin
di Valerio Evangelisti (ilManifesto del 27/01/2010)
Un poeta bolognese dei primi del Novecento, Olindo Guerrini in arte Lorenzo Stecchetti, scrisse dei versi intitolati ‘Primo Maggio’. Vi si descriveva la marcia lenta, solenne e silenziosa di un corteo di operai. «Toccandosi le mani ognun di loro / cerca il vicin chi sia. / Se i calli suoi non vi segnò il lavoro, / quella è una man di spia».
Senza rimpiangere (ma un poco sì) l’intransigenza dei socialisti di epoca prefascista, fama meritata di onestà a tutta prova ebbero anche i sindaci comunisti del dopoguerra. Io nacqui al tempo di Giuseppe Dozza, magari stalinista, però uomo tutto d’un pezzo, che ancora appariva in pubblico con un fazzoletto rosso al collo. Un mito d’uomo, tanto che mio padre, pur lontano dal Pci (era socialdemocratico), lo ammirava senza riserve.
Ugualmente limpidi sotto i] profilo morale furono i successori di Dozza: Guido Fanti, Renato Zangheri, Renzo Imbeni - uno dei sindaci migliori che abbia avuto la mia città. Persino Zangheri, che combattei nelle strade nel ‘77, era dal punto di vista personale di un’onestà ineccepibile. Nessuno avrebbe seriamente immaginato che lo slogan settantasettino «Bologna è rossa/è rossa di vergogna» potesse essere riferito, di lì a trent’anni, ai comportamenti del suo sindaco. more »
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